mercoledì 31 dicembre 2014

LA PATENTE DI GEPPA


I racconti del camino


2 maggio: Evviva! Mi hanno dato la patente! Finalmente posso guidare la macchina senza dover stare ad ascoltare l’istruttore che mi ripeteva continuamente: ”Attenta!... Senso vietato!... Metti la seconda... Stai andando contro mano!.. Fai passare la vecchietta, frena, frena, porca miseria!” ed altre frasi del genere. Proprio non so come ho fatto a sopportarlo. Sono stati tre anni d’inferno…

martedì 30 dicembre 2014

PREGHIERA DEL SACERDOTE LA DOMENICA SERA


I cristiani sono esigenti verso il loro prete. Hanno ragione. Ma devono sapere che è duro essere prete. Chi si è donato nella piena generosità della sua giovinezza rimane un uomo ed ogni giorno in lui l’uomo cerca di riprendere quel che ha donato. E’ una lotta continua per restare totalmente disponibile a Dio e agli altri.
  
Signore, stasera sono solo.

A poco a poco, i rumori si sono spenti nella Chiesa,
le persone se ne sono andate,
ed io sono rientrato in casa,
solo.
Io ti ho donato tutto, ma è duro, Signore.
E’ duro dare il proprio corpo, vorrebbe darsi ad altri.

venerdì 26 dicembre 2014

DIVORZIO IN COMUNE CON 16 EURO


Bastano 16 euro per dirsi addio, ma non tutti gli uffici sono pronti
 
Soltanto 16 euro. Quanto un paio di biglietti per il cinema e poco meno di una serata per due in pizzeria. Tanto costa per una coppia dirsi addio al Comune davanti al Sindaco, secondo le nuove norme introdotte dall’art. 12 del d.l. n. 132/2014 (convertito in l. n. 162/2014).
Una soluzione rapida, indolore ed economica concessa dalla mini riforma della giustizia ai coniugi senza figli e implicazioni patrimoniali (assegni, casa familiare, ecc.) che decidono consensualmente di separarsi, divorziare o modificare le condizioni di separazione e divorzio precedentemente fissate.

mercoledì 24 dicembre 2014

I REGALI NELLO SGABUZZINO


Il postino suonò due volte. Mancavano cinque giorni a Natale. Aveva fra le braccia un grosso pacco avvolto in carta preziosamente disegnata e legato con nastri dorati.
«Avanti», disse una voce dall'interno.
Il postino entrò. Era una casa malandata: si trovò in una stanza piena d'ombre e di polvere. Seduto in una poltrona c'era un vecchio.

lunedì 22 dicembre 2014

GOVERNO RENZI : FOLLIA DI STATO E LICENZA DI DELINQUERE



Cancellati con un colpo di spugna 112 reati, ritenuta la "tenuità del fatto". Es. Abbandono di minore, adulterazione di cose in danno della salute, attentati a impianti di pubblica utilità, corruzione di minorenne, corruzione, danneggiamento, diffamazione, evasione, lesioni, maltrattamento di animali, oltraggio a P.U., violenza privata.



Aldo Maturo

Nella Gazzetta ufficiale n. 100 del 02.05.2014 era stata pubblicata la legge 28 aprile 2014, n. 67 che, per sfoltire le carceri e cestinare migliaia di faldoni dei tribunali, depenalizzava tutta una serie di reati ritenuti “minori”, prima puniti con la sola multa o ammenda.

Nel Consiglio dei Ministri del 1 dicembre 2014, presente Renzi e su proposta del Ministro della Giustizia, è stato approvato il decreto legislativo di attuazione della suindicata legge delega 67/2014. Le cause di non punibilità, applicate a circa 112 (ex) reati, consentiranno l’ archiviazione o l’assoluzione dei procedimenti iniziati nei confronti di soggetti che abbiano commesso reati caratterizzati dalla tenuità del fatto, evitando l’avvio di giudizi complessi e dispendiosi laddove la sanzione penale non risulti necessaria. Alle persone offese resta solo la possibilità di chiedere i danni in sede di causa civile.

ECCO L’ELENCO COMPLETO:

sabato 13 dicembre 2014

FOSSOMBRONE: IL CARCERE CHE HA SEGNATO LA NOSTRA STORIA



Nel 1941 è stato anche carcere femminile. 199 donne tra cui 152 donne jugoslave condannate dai tribunali di guerra a pene molto severe. Erano a disposizione della Polizia segreta tedesca di Firenze e del Comando militare tedesco di Lubjana.
Il Resto del Carlino - 8 febbraio 2013


(da : Aldo Maturo - "Il carcere che ha segnato la nostra storia" -  Il Resto del Carlino -  8 febbraio 2013)


Forse è il mese di luglio quello che da sempre scandisce i trapassi storici del vecchio “carcerone”, come lo chiamano affettuosamente gli abitanti di Fossombrone.  Quello del 1977 segnò il passaggio a carcere di massima sicurezza, destinato ad ospitare selezionatissimi detenuti a capo  di organizzazioni criminali comuni o terroristiche. 

giovedì 11 dicembre 2014

CRISTO NON HA LA PARTITA IVA

Natale : pensieri di un precario


Ieri ho fatto la spesa per i giorni di Natale. Non la facevo per bene da due o tre settimane. Anche perché pure cercando tutte le offerte nei discount, come ho sempre fatto, spendi 50 euro e non compri quasi nulla: ti ritrovi con due buste piene, le svuoti sul tavolo di casa. Ti rendi conto che durerà davvero poco.
Il momento peggiore ogni volta è alla cassa: il terrore che la mia carta (non di credito, per carità, e chi me la concederebbe) venga respinta. E pensare che non prelevo al bancomat prima di entrare al supermercato proprio perché il pensiero di togliere altri soldi dal conto mi fa stare male.


È già successo altre volte che alla cassa non mi accettassero il pagamento: alcune è semplicemente la connessione della mia banca a non funzionare. Ho scelto una banca da due soldi e un conto online gratuito per non avere spese, non potrei permettermelo e quindi non posso aspettarmi granché. Sono anche andato in banca a spiegare la situazione: mi hanno trattato come l’ultimo dei pezzenti, facendomi capire che con un conto gratuito non avevo alcun diritto. “E cambia banca”, direte voi. Non ce l’ho fatta. Presentarmi a un altro impiegato, spiegargli quanto prendo, rifare tutto da capo…. l’umiliazione, una volta di più. Non ce la faccio.
Altre volte la carta non ha funzionato perché erano finiti i soldi. Non mi avevano pagato delle fatture, nonostante avessi passato ore e giorni al telefono da un ufficio all’altro, per cercare di capire una buona volta quando sarei stato pagato (e quanto).
Alla fine impari a non pensare più a nulla, a fregartene di tutto. Da quanti giorni mangi solo pasta? Non importa. Cosa avranno pensato di te le persone in fila alla cassa, o la cassiera? Non importa. Non è successo. Torno a casa e faccio il mio lavoro, il peggio possibile, tanto non mi pagheranno, tanto non mi importa più di nulla. Ormai ho tagliato tutto quello che potevo: non viaggio mai, esco solo per una birra con gli amici il weekend, non faccio vacanze, non compro nulla. Non riesco a “mettere da parte” nulla. Ho 33 anni e la partita iva: di quella miseria che guadagno pago il 33 per cento di tasse allo Stato, che in realtà diventa un 50 per cento se conti l’anticipo sulle tasse del prossimo anno. E i mille euro che si prende il commercialista.
La maggior parte dei miei soldi se li prende l’Inps, eppure non posso sapere neanche quanto prenderò di pensione da vecchio, anche se sembrano tutti concordi nel dire che sarà una cifra ridicola. E se domani al lavoro mi danno un calcio in culo, per qualsiasi ragione, non ho alcun sussidio. Una volta sono andato a un sindacato importante a spiegare la mia situazione, mi hanno detto che non possono farci nulla. E hanno ragione, è tutto in regola.
Mi sento in trappola, in prigione, ho la claustrofobia, e non c’è nulla che possa fare per uscirne. Non sono precario, sono povero, povero in canna.
A forza di fare economie sulla mia vita e di cercare di lavorare il più possibile, correndo da una parte all’altra per risolvere tutti quei problemi che capitano sempre quando non hai un soldo… alla fine non so più cosa è rimasto della persona che ero. Nulla, quasi nulla. Io non so chi sono. Continuo a lavorare un giorno dopo l’altro come un fantasma e, quando passo davanti alle vetrine di Natale, io continuo a guardare dritto. Andrò a dormire e domani mi alzerò, indosserò la camicia e la giacca buona e fingerò un’altra volta di essere una persona normale, con una vita normale. Proprio come voi.
(di Michele Azzu – da L’isola dei cassintegrat)


sabato 6 dicembre 2014

MIO PADRE DICE CHE DOVREI EMIGRARE


Avere 30 anni oggi è difficile. Alzarsi la mattina sapendo che non ci sono certezze è difficile. Avere paura di non sapere dove si potrebbe andare a sbattere la testa perché potrebbe accadere di tutto, è difficile. È difficile, perché le conseguenze di queste sensazioni distruggono le piccole cose. E le piccole cose sono la vita vera.

 di Margherita Cardelli - Blog "la 27ora"
Il 10 aprile ho compiuto 30 anni. Tutti mi dicevano che sarebbe cambiato poco, invece per me è cambiato tanto. È come se mi si fosse riversato addosso un secchio di responsabilità che si chiama “consapevolezza”. Sono sempre stata una persona abbastanza consapevole, ma da due mesi a questa parte sono diventata “consapevolmente consapevole”.

giovedì 4 dicembre 2014

R.I.S. E POLIZIA SCIENTIFICA: GLI UOMINI IN BIANCO


E' un lavoro di alta professionalità ma l’errore può essere inevitabile e quando si verifica può sconvolgere la vita di una persona. Il processo è l’ultima spiaggia per condannare un colpevole o assolvere un innocente. Ma in quest’ultimo caso una vita può già essere stata moralmente e pubblicamente distrutta.

 Aldo Maturo
da "Cronache e.. dintorni", di Aldo Maturo, Nous Editore, 2014

 
Gli uomini in tuta bianca e valigetta vagano come fantasmi sulla scena del crimine. Non c’è delitto importante che non li veda presenti. Li vediamo muoversi bardati come in una sala operatoria, con gli immancabili calzari, mascherina e cappuccio. Al di là dell’inevitabile effetto coreografico e delle facili mitizzazioni televisive, è certo che, se la scena del crimine non è già stata inquinata da precedenti  incauti interventi, la loro opera è preziosa  per gli inquirenti, così come è pericolosa per quelli che dovessero risultare inquisiti.

sabato 29 novembre 2014

STAGISTA : VIVERE CON 300 EURO AL MESE

La società in cui vive le ha venduto l’illusione di una vita migliore per quelli che studiavano, rimangiandosela poi in modo vergognoso e scaricando persino la colpa su chi, a questa illusione, ci ha creduto.




I giovani e la crisi. I giovani e il lavoro. Secondo l’Istat si sono persi un milione di impieghi negli ultimi tre anni. Tutti di ragazzi. Dietro a ogni dato, dietro a ogni statistica, ci sono persone. Questa è la storia di Stefania Cimini, 28 anni, che sopravvive con 300 euro al mese.
"Ho ventotto anni e sono una stagista. Vivo con trecento euro al mese. E fin qui, niente di anormale, direte voi. No, infatti niente di anormale, se non fosse che c’è un errore di fondo nella frase precedente, non dovrei utilizzare la parola “vivo”, perché a voler dare un’occhiata più approfondita questa non è vita.

SOLIDARIETA'


Il video che sta commuovendo il Web

mercoledì 26 novembre 2014

UN AGENTE DI POLIZIA PENITENZIARIA SI RACCONTA




Viaggio nella psiche degli agenti di Polizia penitenziaria. Il duro lavoro di chi, per 1500 euro al mese, è esposto a enormi dosi di stress emotivo. Con risultati che, talvolta, possono essere devastanti.



Cosa accade nella mente di un agente di Polizia penitenziaria? Come reagisce la psiche umana al contatto quotidiano con emozioni perturbanti come la sofferenza, la rabbia, la disperazione? E chi aiuta questi ragazzi e ragazze ad affrontare un lavoro duro, sottopagato, che moltiplica i rischi di esaurimento e depressione?

MY WAY - M.° ANDRE' RIEU

My Way, di Frank Sinatra, suonata dal Maestro Andrè Rieu, uno dei più grandi musicisti contemporanei.


sabato 22 novembre 2014

CITTA' DOVE SI VIVE MEGLIO


Sono i dati 2014 del 21esimo rapporto di Legambiente, stilato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.

 
Pesaro
Ad aprire la classifica delle città dove si vive meglio è Verbania, seguita da Belluno, poi Bolzano Trento e Pordenone. Al sesto posto segue L’aquila, Perugia, Oristano, La Spezia, Venezia e Pesaro. Gli ultimi posti in classifica sono occupati da Reggio Calabria, Catanzaro, Messina, Crotone, Isernia e, infine, Agrigento.

 

I 18 indicatori selezionati per confrontare tra loro i 104 capoluoghi di provincia italiani comprendono:

martedì 18 novembre 2014

USO PERSONALE DEL TELEFONO D'UFFICIO


Secondo l’ultima sentenza della Cassazione, non commette il reato di peculato il pubblico ufficiale che usa il telefono dell'ufficio per fini personali. Il peculato d'uso presuppone un danno economico significativo.

 

Se il pubblico ufficiale utilizza il telefono dell'ufficio per fini personali, senza che vi siano ragioni d'urgenza o autorizzazioni in merito, non può essere perciò solo condannato per il reato di peculato.